domenica, gennaio 29, 2006

Lo Sport della mia vita

Come vi avevo ampiamente preannunciato, non parlerò solo di musica. Anzi, se la musica è una delle cose che, per dirla come l'amico Francesco Adinolfi del Manifesto "Ci ha salvato la vita", immediatamente dietro, per quanto mi riguarda, c’è lo sport. Per me il "rimanere in movimento" ha sempre rappresentato qualcosa di "necessario". Con gli anni ho scoperto che la cosa aveva un valore oltre che "fisico", anche "psicologico". Da ragazzino giocavo a pallone con discreti risultati: poi, verso i 14 anni sono stato folgorato dal Judo. Mi dedicavo anima e corpo a questa disciplina. Allenamenti duri fino ad entrare nella squadra agonistica della mitica Cariplo (si la famosa banca!) di Milano. A vent’anni credevo sarei diventato qualcuno nel campo (magari un allenatore). Avevo vinto il campionato cinture nere lombardo e speravo nelle finali nazionali. Quando tutto filava per il meglio una bruttissima rottura dei legamenti della gamba sinistra mi ha fermato. Quasi un anno per riprendersi e, poi, ovvio, non sono stato più io. Ho smesso per 2 anni (andavo solo a correre), poi ho ricominciato e sono andato avanti, tra alti e bassi fino ai 32/33 anni. Uno spostamento di casa (e qualche dolore alla schiena), mi ha convinto che era meglio puntare su qualcosa di più tranquillo. Ho cominciato a nuotare prima piano poi alla grande, 120 vasche 4/5 volte alla settimana, e ho continuato a correre (una passione latente che non mi ha mai abbandonato). Improvvisamente prima dei quarant’anni ho abbracciato la fede podistica, spronato da qualche altro podista occasionale, che mi ha invitato a fare qualche piccola garetta locale (in gergo "tapasciata"). Come sempre se inizio una cosa voglio approfondirla e farla bene. Ho cominciato a studiare programmi d’allenamento per maratoneti e pian piano ho capito che il connubio con l’alimentazione era imprescindibile. Morale in pochi anni ho cambiato totalmente la mia vita. Detta così sembra una banalità ma, credetemi, è vero. Ho imparato a controllare completamente le sensazioni del mio corpo, a dosarle, ad alimentarmi con un concetto scientifico (ho capito le leggi dei macro e dei micro nutrienti). Contemporaneamente mi sono rinforzato, grazie alla pratica aerobica continuativa (con la corsa che è l’unica a garantire questi risultati), e ora il mio fisico è magro in maniera organica e non temo stress. Recupero facilmente dalle fatiche quotidiane, sono riuscito a integrarmi completamente con le stagioni (caldo o freddo per me valgono lo stesso, posso uscire a correre alle 5:30 di mattina anche a meno 12, come ho fatto e faccio) oppure correre con 40 gradi senza problemi. Non faccio un’influenza da anni. Ho i valori del sangue perfetti, con l’allenamento al mattino ho 42 battiti al minuto e problemi al cuore nulli. Psicologicamente, poi, è stato un toccasana: vedo le cose con più obbiettività (il vendere la Supporti, che era cosa avrei dovuto fare già da tempo, e maturato proprio così). Di pari in passo e ritornata fuori la mia verve agonistica e ora sono tesserato Fidal e partecipo decine di gare e anche ai campionati italiani con risultati decisamente lusinghieri! Insomma ho compreso veramente cosa voglia dire avere un corretto stile di vita e mi accorgo che non ero mai stato meglio in vita mia. Magari la mia è un’esperienza un po’ estrema e non dico che tutti dovrebbero seguirla. Ma, credo, che per gradi ognuno di noi potrebbe migliorare la sua vita con piccoli accorgimenti. A tal proposito vi segnalo questo sito Albanesi che a mio avviso è il migliore in circolazione. Conosco da tempo Roberto Albanesi e vi assicuro che le sue idee sono tra le più rivoluzionarie e concrete in questo campo. Se volete informazioni, consigli o altro su quello che leggerete sul sito di Roberto, o solo volete sapere come la penso sugli argomenti trattati, mandatemi una mail. Mi piacerebbe aiutare qualcuno che vuole migliorare la sua vita. A presto, quindi.

mercoledì, gennaio 18, 2006

Sex Drug & R'n'R

Tanto per partire bene, il primo post che vi mando parla di musica. O meglio, di vita vissuta in musica. Tutto nasce dal fatto che, il mio vecchio amico Alessandro sparito da 20 anni, (e con cui ho scritto anche il primo libro uscito sui Cure), si è fatto vivo per esprimermi solidarietà. E da li giù con i ricordi. Ok parto un pò a braccio. Era più o meno il 1985 e Supporti si era appena formata. Per chi non lo sapesse, è nata come etichetta discografica. Agli inizi abbiamo fatto uscire gli album di 3 gruppi italiani: Weimar Gesang (http://www.electrocity.it/Discografie/weimar_gesang.htm) stile Joy Division/New Order, Chroma Gain tipo Simple Mind prima maniera, e Faded Image alla Stranglers. PS: a questo link potete trovare una lista non ben aggiornata di tutte le nostre uscite ma utile, credo, (http://www.electrocity.it/cataloghi/supporti_fonografici.htm).
Ma l'Italia ci stava stretta e (oltre al successone Christian Death di cui vi parlerò meglio), c'è stato questo bel progetto a nome Living in Texas. Vi spiego com'è nato. A inizio annata, sono andato a Londra a cercare gruppi per la label. Dato che avevo appena iniziato a scrivere per Rockerilla, ho pensato di approfittare anche per fare qualche intervista. Essendo entrato in possesso del bel mix d'esordio di questa band locale (stile rock wave molto sanguigna con tendenze epiche) , mi reco all'indirizzo indicato in copertina. Zona White Chapel (non so se avete presente, quella di Jack Lo Squartatore). Vi lascio immaginare il quartiere: deserto, case non solo diroccate ma ancora abbattute dal tempo di guerra! La via in questione era un unico cumulo di macerie e immondizia. Nonostante tutto mi avvicino al numero civico indicato, e trovo uno stabile quasi completamente abbattuto con un cartello: comune di Londra, vietato l'acceso pericolo di crolli. Mah, sto per andarmene quando da dentro le macerie, al primo piano, esce una tipa sui 20 anni e mi dice: "Cerchi qualcuno? Ah si, il cantante dei Living è il mio ragazzo, vieni su fra poco arriva". Perplesso salgo e trovo un ambiente anche accogliente arredato alla meglio, stile squat o casa occupata nostrana. Chiacchieriamo un pò, poi mi cade l'occhio sulla copertina del nuovo Nme che avevo comprato. "Capperi ma questa sulla copertina sei tu", risposta: "Eh si sono la cantante dei March Violets (che per inciso adoravo)". Morale due interviste in una volta sola, poi pubblicate da Rockerilla. Visto che i March erano troppo famosi, chiedo al cantante dei Living se potesse interessagli pubblicare un mini album per noi e, magari, fare date in Italia. Qualche mese e organizziamo tutto. Disco e, soprattutto tour che è di quello di cui voglio parlarvi. Così in quattro e quattrotto, con i contatti che ho, organizzo queste date: Milano, Perugia, Genova, Piacenza, Torino, Firenze, Roma che farò io direttamente con il gruppo, più Napoli e Bari che farà il mio amico Alessandro (di cui vi ho parlato all'inizio). Questa è stata la mia più lunga e completa esperienza on the road stile sesso, droga e r'n'r (anche se in pratica, per scelta, io ho vissuto solo il r'nr). E' stata un'esperienza incredibile, pensate come funzionavano le cose all'epoca: un gruppo sconosciuto era riuscito a fare dalle 300 alle 500 persone a sera! Con gente entusiasta: a Firenze c'era Pelù, i Diaframma e tutta la cricca. A Torino il Big era bello pieno con giornalisti di Rockerilla e vari. A Perugia, città universitaria, una valanga di stranieri (con recupero al mattino del gruppo che aveva passato la notte in camere femminili dell'università!). Roma bel concerto pieno e intenso. Genova in uno scassatissimo ma affascinante cinema/teatro (forse il live più cattivo, grazie al loro batterista focomelico!). Piacenza in un localino discoteca fuori mano in collina (fighissimo!). Mah che altro dire, da quella tourneè il gruppo si è stampato in Uk anche un live in Italy. La band, a breve, otterrà anche un discreto successo in Inghilterra. Suonavano tranquillamente a Londra per 5/600 persone. Poi la scomparsa. Alessandro, giusto qualche giorno fa, mi diceva che Nic (il bassista) da almeno 8/9 anni vive a Parigi. Matt (il batterista) fa l'attore a Londra, Dan (il chitarrista) fa l'artista, mentre Steve (il cantante) è anche lui a a Parigi. Nic sta pensando di metter su un sito web con memorabilia dei Living. Vedremo. Per il resto lascio a voi ogni commento.

lunedì, gennaio 16, 2006

Il blog di Carlo Villa

Un benvenuto a tutti. Molti mi hanno chiesto, a seguito delle varie vicissitudini di Supporti Fonografici, se non era il caso di sentirci in altro modo. Ad esempio tramite un blog. L'idea mi è piaciuta molto. Direi che cose da dire ne ho molte. Se avrete voglia di ascoltare e d'interagire credo si possa portare avanti qualcosa d'interessante. Vi dico subito che non voglio fare un blog prettamente musicale. Sinceramente intendo spaziare attraverso le mie esperienze, passate, presenti e future (sport, cinema, libri, alimentazione, tecnologia e vita in generale). Ovvio che, gira che ti rigira, si finirà per passare dalla musica, la quale dovrebbe diventare la chiave di lettura di tutto (una lente d’ingrandimento che filtrerà i miei racconti, aneddoti, storie nuove o passate). Se avete commenti fateli pure. A presto dunque.