Sex Drug & R'n'R
Tanto per partire bene, il primo post che vi mando parla di musica. O meglio, di vita vissuta in musica. Tutto nasce dal fatto che, il mio vecchio amico Alessandro sparito da 20 anni, (e con cui ho scritto anche il primo libro uscito sui Cure), si è fatto vivo per esprimermi solidarietà. E da li giù con i ricordi. Ok parto un pò a braccio. Era più o meno il 1985 e Supporti si era appena formata. Per chi non lo sapesse, è nata come etichetta discografica. Agli inizi abbiamo fatto uscire gli album di 3 gruppi italiani: Weimar Gesang (http://www.electrocity.it/Discografie/weimar_gesang.htm) stile Joy Division/New Order, Chroma Gain tipo Simple Mind prima maniera, e Faded Image alla Stranglers. PS: a questo link potete trovare una lista non ben aggiornata di tutte le nostre uscite ma utile, credo, (http://www.electrocity.it/cataloghi/supporti_fonografici.htm).
Ma l'Italia ci stava stretta e (oltre al successone Christian Death di cui vi parlerò meglio), c'è stato questo bel progetto a nome Living in Texas. Vi spiego com'è nato. A inizio annata, sono andato a Londra a cercare gruppi per la label. Dato che avevo appena iniziato a scrivere per Rockerilla, ho pensato di approfittare anche per fare qualche intervista. Essendo entrato in possesso del bel mix d'esordio di questa band locale (stile rock wave molto sanguigna con tendenze epiche) , mi reco all'indirizzo indicato in copertina. Zona White Chapel (non so se avete presente, quella di Jack Lo Squartatore). Vi lascio immaginare il quartiere: deserto, case non solo diroccate ma ancora abbattute dal tempo di guerra! La via in questione era un unico cumulo di macerie e immondizia. Nonostante tutto mi avvicino al numero civico indicato, e trovo uno stabile quasi completamente abbattuto con un cartello: comune di Londra, vietato l'acceso pericolo di crolli. Mah, sto per andarmene quando da dentro le macerie, al primo piano, esce una tipa sui 20 anni e mi dice: "Cerchi qualcuno? Ah si, il cantante dei Living è il mio ragazzo, vieni su fra poco arriva". Perplesso salgo e trovo un ambiente anche accogliente arredato alla meglio, stile squat o casa occupata nostrana. Chiacchieriamo un pò, poi mi cade l'occhio sulla copertina del nuovo Nme che avevo comprato. "Capperi ma questa sulla copertina sei tu", risposta: "Eh si sono la cantante dei March Violets (che per inciso adoravo)". Morale due interviste in una volta sola, poi pubblicate da Rockerilla. Visto che i March erano troppo famosi, chiedo al cantante dei Living se potesse interessagli pubblicare un mini album per noi e, magari, fare date in Italia. Qualche mese e organizziamo tutto. Disco e, soprattutto tour che è di quello di cui voglio parlarvi. Così in quattro e quattrotto, con i contatti che ho, organizzo queste date: Milano, Perugia, Genova, Piacenza, Torino, Firenze, Roma che farò io direttamente con il gruppo, più Napoli e Bari che farà il mio amico Alessandro (di cui vi ho parlato all'inizio). Questa è stata la mia più lunga e completa esperienza on the road stile sesso, droga e r'n'r (anche se in pratica, per scelta, io ho vissuto solo il r'nr). E' stata un'esperienza incredibile, pensate come funzionavano le cose all'epoca: un gruppo sconosciuto era riuscito a fare dalle 300 alle 500 persone a sera! Con gente entusiasta: a Firenze c'era Pelù, i Diaframma e tutta la cricca. A Torino il Big era bello pieno con giornalisti di Rockerilla e vari. A Perugia, città universitaria, una valanga di stranieri (con recupero al mattino del gruppo che aveva passato la notte in camere femminili dell'università!). Roma bel concerto pieno e intenso. Genova in uno scassatissimo ma affascinante cinema/teatro (forse il live più cattivo, grazie al loro batterista focomelico!). Piacenza in un localino discoteca fuori mano in collina (fighissimo!). Mah che altro dire, da quella tourneè il gruppo si è stampato in Uk anche un live in Italy. La band, a breve, otterrà anche un discreto successo in Inghilterra. Suonavano tranquillamente a Londra per 5/600 persone. Poi la scomparsa. Alessandro, giusto qualche giorno fa, mi diceva che Nic (il bassista) da almeno 8/9 anni vive a Parigi. Matt (il batterista) fa l'attore a Londra, Dan (il chitarrista) fa l'artista, mentre Steve (il cantante) è anche lui a a Parigi. Nic sta pensando di metter su un sito web con memorabilia dei Living. Vedremo. Per il resto lascio a voi ogni commento.


3 Comments:
Davvero divertente la tua esperienza al seguito dei Living...pensa che li avevo rimossi completamente e me li hai fatti ricordare,quindi grazie! Ho amato molto un loro disco (chissà dove è finito) magari è propio quello prodotto da voi, se non ricordo male la cover era rossa e si apriva in due...mah?
Ciao Carlo
ho letto ora la tua e-mail di saluti ...
..molto bella ..
e vabbè Supporti non c'è piu'...
niente dura per sempre ed a volte ci tocca lasciare ciò che ci piace ...e come si dice obladi-obladà life goes on...
te lo dice uno che ha perso l'ennesimo posto di lavoro...
...
in bocca al lupo
MASSIMILIANO
Obladi' obladà life goes on
Ciao Carlo
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